Qualche settimana fa, leggevo su PuntoInformatico di un articolo che mi ha interessato per due argomenti: primo le metodologie terapeutiche usate dai cinesi per curare delle patologie, secondo la dipendenza da internet. L’articolo (che trovate in fondo al post) racconta di oltre 400 centri di riabilitazione da dipendenza internettiana creati in Cina, i quali utilizzerebbero tecniche come l’elettroshock e altre varie punizioni corporali per eliminare questa “patologia” dai soggetti malati. Mi sembra quasi di essere tornato ai tempi di Mesmer e le sue cure “magnetiche” ma in versione più cruenta, quasi “De Sade”… Sebbene sia noto che molti popoli orientali abbiano delle culture fondamentalmente molto differenti dalla cultura occidentale, mi domando come sia possibile che esistano ancora certe convinzioni. Tuttavia una cosa in comune con l’occidente c’è anche in questo evento. Quando qualcosa di assurdo viene messo in atto, ci deve scappare il morto prima che ci si renda conto che si sta facendo una stupidata.
Ma veniamo all’altro argomento: la dipendenza da internet. Questa patologia è, a parere di molti medici e psicologi, da considerarsi alla pari di altre dipendenze, come la dipendenza dal gioco, dall’alcol o dal fumo. Al contrario di come molti credano, la dipendenza è proprio fisiologica e può creare anche danni fisici… non ci credete? In effetti il danno non è così “diretto” come quello provocato dall’alcol o dal fumo, tuttavia il fatto stesso di dover stare sempre connessi obbliga il “malato” a passare ore davanti a un monitor, probabilmente senza fare neppure un minuto di pausa dal monitor, accecandosi lentamente, stando costantemente inondato di cellulari, palmari e laptop connessi in wireless (anche se ancora non è dimostrato che danni possano fare le onde elettromagnetiche, ciò non significa che sia dimostrato che NON facciano danno). E cosa dire delle mani. Il continuo e initerrotto utilizzo della tastiera di sicuro non aiuta l’artrosi alle dita… e la postura… e la vita praticamente full time sedentaria… e… soprattutto… le relazioni sociali? Mi ha incuriosito recentemente un intervento in radio su RDS dove parlavano di uno studio fatto in america che riteneva “utile per le relazioni sociali” l’uso di internet e similari. Il giorno dopo, sulla stessa radio e sullo stesso programma, un esperto italiano sosteneva il contrario. Pare che il tema sia caldo.
In ogni caso, secondo me il primo passo per un dipendente da internet è quello di riconoscere di essere affetto dalla patologia e accettare aiuto. Come capire se si è affetti da dipendenza da internet? Forse non è semplicissimo, ma in alcuni casi basta porsi alcune domande e rispondersi in maniera sincera (o con qualcuno accanto che controlli se non si sta auto-mentendo), come per esempio: “Quante ore trascorri davanti al PC? Quante di queste sono dedicate a internet?” oppure ”Quanti amici hai? Con quanti di questi hai relazioni reali?”
Parlando di dipendenze e di domande, mi è tornato in mente un test per verificare quando invece, si è dipendenti dai giochi di ruolo
giusto per sdrammatizzare un po’ sull’argomento:
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GIOCHI TROPPO A D&D QUANDO:
01) Ti svegli la mattina, vai in cucina ed apostrofi tua madre con uno sgarbato “Oste della malora” e pretendi di mangiare una porzione di “cinghiale in cervogia tiepida”.
02) Entri in una chiesa e chiedi al primo prete e\o frate a quale culto appartiene quella chiesa.
03) La tua camera e’ riempita in modo spaventoso di trappole varie… ed e’ successo piu’ di una volta che tua madre e’ stata investita da una “palla che rotola” composta da vestiti sporchi oppure colpita alle spalle da un aggeggio che tu stesso hai costruito coi lego chiamato “lame rotanti”
04) Hai sempre con te i tuoi dadi da gioco…
05) I tuoi dadi da gioco vengono prima della famiglia nella scala dei valori…
06) Insulti la gente dandogli dello Gnoll
07) La tua ragazza per te e’ un elfa…
08) La prof. di matematica e’ una Banshee…
09) Il tuo diario segreto e’ cosparso di benzina ed ha un meccanismo a pietra focaia che se aperto in modo sbagliato causa l’incenerimento del diario ma anche dello sventurato lettore…
10) Ti sei esaltato guardando il film di Dungeons & Dragons
11) Se sganci una sonora puzzetta cominci a gridare arrabbiato “chi diamine ha castato suoni illusori sul mio sedere?”
12) Per risolvere un problema di qualsiasi natura, tendi sempre alla soluzione piu’ assurda, includendo magie, mostri, spade e birra…
13) Hai letto ogni pubblicazione fantasy uscita in italia e nel mondo…
14) Tendi a dare un livello di esperienza ed un bonus numerico a qualsiasi cosa animata e non… esempio: quel cane e’ guerriero di livello 10! quel vecchietto mi sa che sia un vecchietto di 85 livello (vedasi gli anni…) questo coltello da bistecca e’ un coltello +7! ecc. ecc.
15) Tutta la tua cerchia di amici ti conosce con il nome del tuo pg…
16) Sei un ottimista incallito…. tanto se ti va male qualcosa puoi sempre corrompere il master…
17) Piu’ grave e’ se sei te il master e cerchi di corromperti da solo…
18) Hai manie di grandezza che spesso ti portano ad arrivare a dire “Ora tiro un d20… se il risultato del tiro e’ tra 1 e 19 io sono il migliore, e se e’ 20 tiro di nuovo!”
20) Hai un sito internet interamente dedicato alla spada del tuo personaggio
21) Per te i carabinieri o la polizia in generale sono semplicemente Guardie Cittadine
22) Spesso ti immagini come sarebbe semplice la tua vita se potessi per davvero utilizzare le magie nel manuale del player
23) preferisci un pessimo cavallo ad una buona automobile…
24) Pratichi la scherma medievale come sport
25) Conosci almeno 25 modi teorici per tirare una spadata poderosa…
26) Conosci milioni di modi diversi per non portare a termine una missione…
27) Guidi come un folle…. tanto esistono i chierici
28) Hai un modo tutto tuo di spiegare le cose…. esempio: Amico che nn capisce una mazza di GdR :”cosa e’ un tiro salvezza?” tu: “un TS e’ un lancio effettuato con un D20, in poche parole fai un CECH sulla CD aggiungendo un BONUS al D20 dato dalla STAT interessata………… cosa c’e’ da capire? e’ una cavolata!”
29) Hai tempo da perdere scrivendo\leggendo questa cavolata…
30) Quando vai a fare la spesa paghi in monete d’oro
31) Parli fluentemente tre lingue: italiano, nanico, halfling
32) Sapete citare a memoria il manuale del giocatore ma non sapete il nome di vostro fratello
33) La percentuale di patatine e coca cola nel tuo sangue è magiore dei globuli rossi
34) Qualcuno ti chiede:”perchè ti sei tatuato quei numeri sulla mano?” e tu rispondi”non sono tatuaggi sono i segni dei dadi”
35) ti riconosci in almeno 2 punti di questa lista…
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Cina: basta con la terapia d’urto
I netizen dipendenti da Internet non possono essere curati con punizioni corporali ed elettroshock. Perché il disturbo non è ancora stato definito in modo completo
Roma – La dipendenza da Internet non andrebbe assolutamente curata con le punizioni corporali né con qualsiasi misura volta a limitare la libertà personale. È quanto annunciato in un comunicato ufficiale dal ministero della Salute cinese, che sembra giunto a una conclusione: il concetto stesso di assuefazione alla Rete non è stato ancora riconosciuto dalla comunità medica locale. Al bando, dunque, ogni forma di violenza verso i giovani netizen che hanno iniziato negli ultimi anni ad affollare le cliniche del paese asiatico.
Le autorità di Pechino si sono sempre dimostrate piuttosto preoccupate per un fenomeno in continua crescita, l’ossessione per la Rete. Fonti locali hanno spiegato che 10 milioni di utenti cinesi al di sotto dei 20 anni potrebbero già essere dipendenti da Internet, con conseguenze disastrose per i risultati scolastici e i rapporti familiari delle nuove generazioni. “Genitori ed insegnanti devono analizzare la causa di tutto questo, evitando condanne e punizioni – ha spiegato la nota ministeriale – Tutti quegli interventi che vadano a limitare la libertà personale sono severamente vietati, così come quelli che ricorrano alle punizioni corporali”.
400, i centri di riabilitazione che sono stati aperti su tutto il territorio cinese, entrati presto nel vortice delle cronache locali per una serie di trattamenti poco ortodossi nei confronti di netizen giovanissimi. La storia più nera ha coinvolto nell’agosto scorso un ragazzo di 15 anni portato dai suoi genitori presso una clinica nella regione di Guangxi. Il personale di quello che è stato paragonato ad un vero e proprio campo di addestramento militare ha picchiato il giovane fino a provocare il suo decesso. Da qui, la necessità da parte del governo di regolamentare la situazione nella maniera più ferma possibile.
Il ministero della Salute ha poi condannato un’altra discussa pratica per curare la dipendenza da Internet: l’elettroshock. Su alcuni forum cinesi sono state infatti raccolte una serie di testimonianze dirette da parte di cittadini soggetti al trattamento. Una di queste ha rivelato una serie di abusi perpetrati da un ospedale nella provincia di Shangdong che avrebbe somministrato scosse elettriche fino a 30 minuti di durata, in modo da forzare il paziente a confessare le proprie colpe. “L’obiettivo del nostro intervento – ha concluso il comunicato – è quello di esortare le persone a utilizzare Internet in maniera sana. Non si tratta di uno strumento per tentare di fermare l’utilizzo della Rete in sé”.
Mauro Vecchio

