IA & Crisi

Quando si usa il termine “Intelligenza Artificiale” in molti pensano a cose futuristiche, irraggiungibili e lontane millenni. In realtà l’intelligenza aritificiale è ormai parte del nostro quotidiano, nelle auto che guidiamo, nelle nostre cucine, mentre facciamo le pulizie o paghiamo alla cassa del supermercato.

In tutto questo però, la crisi economica ha colpito pesantemente il mercato del futuro informatico, rendendo la vita ancora più difficile ai laboratori di ricerca commerciali e ancora di più a quelli accademici. L’IA del futuro, quella che è fatta di robot e cose dell’altro mondo, appunto immaginate come lontane nel tempo, in realtà è già oggi in lavorazione. Queste ricerche sono quelle che ci permetteranno domani, di fare le cose ancora più comodamente e con maggiore divertimento.

La crisi ha rallentato questo processo perché la ricerca risiede in un mercato che non è produttivo nell’immediato e rappresenta un investimento a rischio… e come è noto non in molti durante una crisi sono molto desiderosi di rischiare. E poi ci sono sempre le crisi etiche… fino a quanto è giusto che una macchina, per quanto intelligente sia, “rubi” spazio laddove l’uomo ha lavoro? Qual è il limite economico di produttività globale al quale bisogna smettere di sostituire l’uomo con una macchina?

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Anche il robot si controlla col pensiero

Non è il primo esempio del genere, ma l’esperimento giapponese pare interessante. Un filone che ormai attira molta attenzione da parte del mondo scientifico

Roma – Per partecipare a una battaglia tra robot Taku Ichikawa, un ricercatore dell’Università di Tokio, ha assemblato una macchina il cui controllo però non viene effettuato da un radiocomando, come nel caso dello show televisivo Robot Wars, bensì attraverso dei cavi che trasmettono gli impulsi cerebrali del suo creatore.

Per ora si tratta di una tecnologia applicata ad un ambiente ludico, che tuttavia secondo alcuni potrebbe rivelarsi estremamente utile in ambito chirurgico se adeguatamente sviluppata e adattata alle necessità del caso.

L’esperienza del ricercatore giapponese segue diversi altri esperimenti condotti in passato: dal cinguettio celebrale su Twitter, alle appendici prostetiche. Anche Honda, con il suo robot Asimo, aveva in passato mostrato una configurazione che permetteva ad un tecnico di impartire comandi all’unità tramite un sistema di esame delle onde celebrali.

Fonte: Punto Informatico

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